la leggenda della Dama di Shalott


La donna del poema guarda all’esterno attraverso uno specchio, e tesse ciò che vede in una tela magica. Sebbene sia tentata dall’osservare la vita reale che c’è fuori dalla sua finestra, sa che se lo facesse andrebbe incontro alla fine della propria vita.Molti di noi vivono riflessi in uno specchio (o TV!)

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Ambientata alla corte di Re Artù nel 972 d.C. e precisamente nei dintorni di Camelot.
Poco lontano dalla città fortificata, infatti, sorgeva la rocca di Shalott, posta su di un isolotto nel mezzo del fiume Avon che attraversa Camelot.
Nella rocca di Shalott viveva una giovane maga, la Dama di Shalott, il cui nome, Elaine di Astolat, non era conosciuto da alcuno, e che si diceva essere bellissima.
La Dama aveva passato i tutti i suoi 22 anni d’ età sempre  rinchiusa nella torre più alta del castello,  quella che guardava verso la ricca e festosa Camelot. Non era mai uscita e passava il suo tempo a tessere. Sua madre era morta poco dopo il parto e suo padre era stato ucciso in guerra.
Era triste la Dama, molto triste. Su di lei gravava una pesante maledizione: il giorno in cui avrebbe osato guardare fuori dalla finestra in direzione di Camelot o uscire dalla Rocca sarebbe morta.
Per questo la Dama passava il suo tempo nella sua stanza in cima alla torre a tessere una magica trama in cui erano intessute le vicende del mondo che lei osservava attraverso un specchio d’argento incantato che rifletteva le luci e le immagini di Camelot e dei campi di grano intorno a Shalott.
Sua madre prima di morire aveva a rivelato il suo nome ed il suo destino solamente alla fedele balia Isotta, credendo, cosi, di impedire alla maledizione di fare il suo corso.
L’origine della maledizione che gravava sulla Lady di Shalott risaliva a 22 anni prima, quando Morgana, la sorella di Re Artù, al momento del concepimento incestuoso di suo figlio, Mordred, ebbe una visione: vide Lancillotto arrivare a Camelot  e lo vide invaghirsi di Ginevra, moglie di re Artù. Poi, a distanza di un paio di anni Lancillotto avrebbe incontrato la Dama di Shalott, se ne sarebbe innamorato, l’avrebbe sposata e il matrimonio  tra Ginevra e Artù sarebbe stato salvo. Questo per Morgana  significava che lei non avrebbe mai potuto regnare su Camelot  assieme al suo amato fratello Artù e suo figlio Mordred non sarebbe mai salito al trono. Di conseguenza si recò  dalla madre della Dama di Shalott, ormai al suo nono mese di gravidanza , e le lanciò una terribile maledizione:
“Tua figlia sia maledetta, Lady Maere, che ella non possa mai guardare il mondo dalla sua finestra  e che non possa mai uscire dalla rocca o il prezzo sarà una morte atroce.
Io Morgana Pendragon, figlia di Ygrajne, la maledico ora nel tuo grembo affinché la vita che porto nel mio, ne sia pegno.
Nulla potrà spezzare questa maledizione e per il nome di tua figlia  io ti proibisco di parlare con chiunque di quanto hai sentito oggi e gli dei mi siano testimoni.” 
Lancillotto giunse alla corte di Artù quando il Re e Ginevra erano sposati da 5 anni.  Egli divenne subito il campione di Ginevra e il migliore tra i cavalieri, trascorreva  gran parte del tempo in giro per il regno e distante da Camelot  a causa del suo amore segreto per la Regina.
Però egli torno a Camelot in un pomeriggio d’estate, cavalcando al passo per la prima volta davanti alla Rocca di Shalott.
La sua immagine di cavaliere bellissimo e valente venne riflessa dallo specchio della Dama che se ne invaghì immediatamente e presa da un amore ardente decise di guardare fuori dalla finestra per osservare il suo amore con i suoi occhi. Nello stesso istante in cui La Dama guardò Lancillotto, anche egli la vide  ed ella seppe che il cuore di Lancillotto sarebbe per sempre appartenuto a Ginevra e che il suo amore non aveva alcuna speranza.
Proprio in quell’istante la maledizione si avverò, lo specchio si spaccò e cadde a terra e la Dama capì che la sua sorte era segnata. Immediatamente corse dalla balia, le rivelò di avere sfidato la maledizione per amore e, con il cuore spezzato, decise di fuggire per andare a morire il più lontano possibile dall’uomo che non avrebbe mai potuto essere suo.
La sera stessa, di nascosto, la Dama fuggì dalla rocca e, su di una barca, scese lungo il fiume Avon scomparendo per sempre dalla vista di tutti.  La salma di Elaine sul battello entra silenziosamente in Camelot e la sua barca-bara viaggia silenziosamente, forse “magicamente” lungo l’Avon,  il fiume che percorre Camelot, sempre secondo Mallory. 
Fa pietà… tutti domandano chi fosse, e si capisce soltanto dal nome scritto sulla barca.  Lancillotto stesso conclude che questa era veramente una dama bellissima. 
Per quanto riguarda l’ironia della sorte… dall’altra Elaine (che è Elayne La Blanke), Lancilotto ebbe il figlio “puro”, Galahad (detto puro perché rimase celibe e vergine)
che, secondo il racconto di Sir Thomas Mallory, era predestinato a trovare il Sacro Graal e salvare l’onore dei Cavalieri della Tavola Rotonda e portare onore e salute al suo amatissimo Re Artù.

 

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